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ARGOMENTO: Chelanti - Quando, dove e come

Chelanti - Quando, dove e come 12/01/2010 19:23 #14278

  • Buby
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E' da qualche tempo ormai che non riesco a scacciare questo tarlo.

A quanto pare uno dei più votati agenti chelanti da utilizzare nei vari protocolli di fertilizzazione fai da te sembrerebbe essere il Diethylentriaminepentaacetic Acid, o più comunemente detto, DTPA. Discreta stabilità con i nostri pH, nessuna tinta evidente in acqua, e soprattutto, per chi vicino Roma, dovrebbe riuscire a trovarcelo il mitico Ciro Donati [;)] (a due passi dalla città universitaria de La Sapienza).
Ancora non sono andato direttamente a verificare la disponibilità, ma penso sia possibile ordinarlo.

Nel catalogo panreac, infatti, compare:
panreac0.hl78.dinaserver.com/english/cat...chastec/124745IN.HTM

A questo punto chiedo ai sig.ri del forum esperti in chimica, se l'acquisto possa giovare realmente al mio biotopo amazzonico, e in caso affermativo, mi piacerebbe conoscere “dosi, modi e tempi di somministrazione”.

Grazie a chi vorrà dedicarmi un po' del suo tempo.
Marco
Marco Marseglia - Anzio (RM)
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12/01/2010 19:39 #125943

  • Davide Samorì
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Ciao Marco e benvenuto su AG,
una domanda, ma vuoi mettere del chelante libero in vasca? Come mai?
Ciao,
Davide
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12/01/2010 19:57 #125944

  • Buby
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Grazie del benvenuto, Davide.
In effetti è proprio quello che avevo pensato: da quel che so molti elementi metallici formano composti poco solubili, che a breve precipitano (ne è un esempio il ferro, quando si lega allo ione fosfato).
Il mio intento era quello di "proteggere" i preziosi e utili metalli in traccia dall'azione ossidoriduttiva, rendendoli così maggiormente disponibili per le piante.
In realtà chiedo questo per un motivo preciso: molti chelanti sono fotodegradabili, e magari aggiungendone un po' all'acquario di volta in volta si può sopperire alla loro degradazione.
Marco Marseglia - Anzio (RM)
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12/01/2010 22:09 #125961

quote:

Inviato in origine da Buby


.....In realtà chiedo questo per un motivo preciso: molti chelanti sono fotodegradabili, e magari aggiungendone un po' all'acquario di volta in volta si può sopperire alla loro degradazione.




Ciao
Premetto che non sono, purtroppo, nè un chimico nè un biologo:

vero, molti chelanti sono fotodegradabili e anche degradabili da altri fattori differenti dalla luce; ma in che percentuale rispetto al chelante immesso ? , in quanto tempo?, la percentuale di degradazione dipende anche dai parametri chimici dell' acqua ? dalla intensità e dal pool di frequenza della luce, dal tempo di illuminazione ? dal progressivo invecchiamento delle lampade ? ecc.
Conosciuto tutto ciò e conoscendo anche la quantità ed il tipo dei metalli da chelare si potrebbe risalire alla quantità e alla frequenza di immissione di chelante puro ?.
Considera poi che nell' acquario vi sono anche chelanti naturali che si originano nell' acquario stesso (acidi umici ecc. ).

Quindi ?

Se è possibile e se qualcuno sa rispondere, piacerebbe anche a me e solo per pura curiosità, conoscere la fattibilità.

Luciano Caironi
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12/01/2010 23:50 #125967

  • IraTenax
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non so come mai ma credo che questa sara una domanda che scatenerà dieci pagine di discussione!

Alberto..

La teoria e' quando sappiamo come funzionano le cose ma non funzionano. La pratica e' quando le cose funzionano ma non sappiamo perchè. Abbiamo unito la teoria e la pratica: Ora le cose non funzionano piu' e non sappiamo il perchè! (A.Einstein)
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13/01/2010 00:40 #125976

  • Buby
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quote:

Inviato in origine da IraTenax

...non so come mai ma credo che questa sara una domanda che scatenerà dieci pagine di discussione!




Speriamo... in questo forum ho letto veramente di tutto e di più, ma su questi agenti chelanti in effetti ho trovato ben poco... O meglio, non ho trovato niente che considerasse l'idea di utilizzarli "a parte".
Penso non sia un elemento da sottovalutare, e spero che qualcuno sappia qualcosa di più in merito.

Marco
Marco Marseglia - Anzio (RM)
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13/01/2010 02:13 #125985

Marco, benvenuto in Ag
Io sono uno di quelli che di agenti chelanti ne sa poco ( e quel poco è venuto dal molto che puoi trovare sul forum) pero volevo sottolineare questo detto da Luciano Caironi quote:

Considera poi che nell' acquario vi sono anche chelanti naturali che si originano nell' acquario stesso (acidi umici ecc. ).


e volevo segnalarti questa discussionehttp://www.aquagarden.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=17414 perché secondo me si stanno trattando dei temi (la relazione tra presenza in colonna di elementi e assorbimento delle piante) che potrebbero essere molto pertinenti....
Considera che la discussione di cui sopra tratta di acquari naturali ecologici, senza cambio d'acqua, ma alcuni concetti potrebbero essere molto interessanti anche in acquari piu "canonici"...aspettiamo conferme dagli esperti....[8]
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13/01/2010 09:50 #125992

  • scriptors
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I biocondizionatori che cosa sono ?
Al di la che, se si usano fertilizzanti chelati, secondo me il problema non si pone, vedrei una qualche utilità nel versare del DTPA in vasca solo se si usassero fertilizzanti gluconati ... ma avrebbe poco senso e potrebbe anche essere pericoloso in caso la vasca sia gestita già da tempo con tali fertilizzanti.

Credo che una aventuale 'scrematura' dei metalli pesanti vada fatta a monte utilizzando acqua RO di buona qualità.

Ovviamente, da ignorante di chimica, parlo solo per logica personale.

Luigi


RIO 240 - 200 netti - avviata 04.10.07 - riallestita 04.10.08 - nuovo layout 10.01.10


scriptors.ilbello.com
Luigi
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13/01/2010 11:27 #126004

  • Davide Samorì
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In attesa di qualche esperto, dico anch'io la mia...
Noi introduciamo in vasca chelanti quando utlizziamo biocondizionatori e con i fertilizzanti (una parte, una volta ceduto l'elemento chelato, sarà ancora libera in vasca per un certo tempo) quindi, in queste condizioni, secondo me in vasca generalmente abbiamo sempre in giro un po' di chelanti. Ovviamente questa situazione dipenderà molto dalla gestione della vasca.
Andare a metterne un po' in più potrebbe essere utile (per garantire ad esempio l'assenza di metalli liberi ad esempio), ma potrebbe anche essere che un eccesso in vasca di un certo tipo di chelante, possa interagire con altri, magari sostituendosi ad altri, rendendo meno assimilabile l'elemento alle piante. Queste sono ovviamente mie ipotesi personali.
La cosa importante secondo me, se uno fa una prova del genere è iniziare a poco a poco, per evitare come ha detto anche Luigi, di ritrovarsi in soluzione una marea di elementi, ferro per primo.
Ciao,
Davide
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13/01/2010 11:29 #126005

  • Buby
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Nel frattempo ho ritrovato un intervento molto interessante di Fabrizio Lattuca, che ci spiega nei dettagli le dinamiche del ferro in acquario. E proprio in questo compare:

[...]
Fabrizio, significa che in una vasca dove è stato usato ferro gluconato (Seachem Iron per non fare nomi), passare a un chelato rimette in soluzione gran parte del ferro precipitato?

Questo avviene in misura ingente solo se dosi del chelante (solo il chelante non il ferro chelato - p. es EDTA bisodico opp. tetrasodico).
Se dosi del ferro chelato quello che succede è che man mano che il ferro viene assorbito dalle piante strappandolo al chelante la molecola di chelante, rimasta sola soletta, se ne va in giro risolubilizzando altro ferro (quello precipitato) permettendo così di continuare il 'giochetto' fintantochè la molecola di chelante non viene degradata. [...]

www.aquagarden.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=4490
Marco Marseglia - Anzio (RM)
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