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ARGOMENTO: CONSIGLI PER IL BLU DI METILENE

CONSIGLI PER IL BLU DI METILENE 05/07/2006 11:20 #5638

  • yuri
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CIAO A TUTTI! HO DA POCO ACQUISTATO DA UN AMICO CHE RIVENDE PRODOTTI DA LABORATORIO UNA BOTTIGLIA DA 500 ML DI BLU DI METILENE IN SOLUZIONE ACQUOSA ALL 1%. QUALCUNO MI SAPREBBE INDICARE LA QUANTITA PER AD ES. 10 LITRI D'ACQUA DA TRATTARE? GRAZIE INFINITE A TUTTI YURI GAUDENZI,RAVENNA
" il loto è un fiore che cresce nel fango, più il fango è denso e profondo, più il fiore sarà bello. questo pensiero è racchiuso nel canto buddista NAM MYOHO RENGE KYO"
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05/07/2006 11:24 #45943

  • Fabrizio Lattuca
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Da trattare per cosa?

Ciao.

Fabrizio (per gli amici Fabry)
(Catania)
Ciao.
Fabrizio.
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05/07/2006 12:16 #45945

  • yuri
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per i puntini bianchi,l'icthyo
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05/07/2006 19:06 #45955

  • marcog
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Blu di metilene: viene spesso usato come misura preventiva o per la cura contro le malattie dovute a protozoi, a funghi e a flagellati.
Per preparare la soluzione base occorre sciogliere 1 grammo di blu di metilene in un litro di acqua.
In acquario arredato si usa 1ml di soluzione base ogni litro di acqua dell'acquario. Per combattere le infezioni batteriche si usa la dose più concentrata: 3ml di soluzione base ogni litro di acqua per tre giorni, meglio se effettuata in un recipiente separato. Mentre contro gli ectoparassiti si praticano brevi bagni di 30 minuti, in vasche separate, diluendo 200ml di soluzione base ogni 10 litri di acqua (alcuni pesci delicati possono non sopportare questa concentrazione).
Come prevenzione contro l'insorgere delle malattie dopo il trasporto o per prevenire infezioni fungine si può trattare la vasca con 30-50 ml di soluzione base ogni 100 litri di acqua.
In commercio si possono trovare numerosi prodotti che contengono Blu di Metilene.


Piu' in generale:
Ichthyophthirius multifiliis (malattia dei puntini bianchi)
Molto probabilmente è la malattia più diffusa in campo acquariofilo, ma non per questo la meno importante, è forse la malattia che tutti i pesci dei ns. acquari hanno preso almeno una volta ed in molti casi si è dimostrata fatale per i nostri amici.
La malattia è causata da un parassita ciliato (in quanto ha delle piccole ciglia e due nuclei contenuti in un unico macronucleo che ne regola la funzione vitale e sessuale).Le dimensioni sono di circa 0.5_1.5 mm. ottimo nuotatore si sposta da un ospite all’altro e si stacca dal suo ospite ai fini della moltiplicazione e vive in zone di acqua tranquille. Si attacca ad un soggetto tramite le ciglia, si riproduce lasciando dei tomiti o vesciche (i classici puntini bianchi), successivamente si ristacca andando alla ricerca di un altro pesce da colpire .se questo non avviene i 24 ore il parassita muore.
Il processo riproduttivo è tanto maggiore tanto è minore la temperatura. Se ne deduce quindi che la patologia in questione è contagiosa per tutta la popolazione ittica contenuta in un acquario. solo per un breve periodo i pesci contagiati e guariti ne risultano immuni.

Sintomi:
un pesce colpito da ictio presenta dei puntini bianchi su tutto il corpo o, nella fase iniziale della malattia solo in alcune parti, comprese le branchie(si può notare respirazione accelerata) e pinne. Il pesce inizialmente comincia a sfregarsi contro oggetti, foglie ecc., in quanto il parassita provoca notevole fastidio, successivamente compariranno i puntini bianchi. Per dare una idea sembra che il pesce sia cosparso di farina. Con il proseguire della malattia il pesce da agitato che era cade in uno stato di torpore e tende ad isolarsi fino alla morte dove si osserva un distaccamento della cute.
Cause:
il problema principale sono gli sbalzi termici, che vengono procurati durante i cambi di acqua e lo stress da trasporto;ma non bisogna escludere cattive condizioni ambientali. Quindi può capitare che i pesci appena acquistati e introdotti nelle ns. vasche siano attaccati dal parassita. Saranno maggiormente a rischio i pesci che vivranno in ambienti poco igienici per cui le loro protezioni naturali dal parasita sono assenti. In un ambiente sano i pesci sono in grado di tenere a bada questi sgraditi ospiti.
Rimedi:
Isolare se possibile i colpiti. L’ictio si cura per prima cosa in vasca, fornendo un igiene costante ai pesci e temperature idonee alle specie allevate. Interrompere qualsiasi sistema di fertilizzazione in corso ed escludere eventuali erogazioni di co2(anidride carbonica).
Per prima cosa e ‘ opportuno attuare immediatamente un aumento termico fino a 30° c(per le specie che la sopportano) che potrà arrivare a 32 °c per discus e ramirezi. Attivazione di un areatore, costantemente per 24 ore su 24 per ostacolare il nuoto del parassita e per ossigenare meglio acqua in fase di incremento termico. Tale metodo deve essere osservato per 10 giorni dove i pesci dovranno essere controllati attivamente e dovranno essere nutriti con mangimi multivitaminici o con aggiunta di sali al primo segno di una respirazione superficiale(cioè verso la superficie alta della vasca) o di un rallentamento pesante della stessa la temperatura dovrà essere riportata a valori standard per la specie. L’incremento termico può essere fatto senza moderazione, al contrario la diminuzione di circa 2 gradi al giorno. Questo incremento può essere adottato in qualsiasi momento, quando cioè si nota uno sfregamento anomalo del pesce.
L’incremento termico è sufficiente nella fase iniziale della patologia cioè quando i pesci mostrano strofinamenti, quando compaiono i puntini bianchi è necessario passare all’uso di medicinali antiparassitari contenenti verde di malachite, quali Costawert della Sera, Cotraix della Tetra, Esha Exit della Esha, Fauna Moor attenendosi alle istruzioni riportate sulla confezione dello stesso. Medicinali reperibili all’interno di negozi di acquariofilia. Anche con l’introduzione del medicinale è opportuno incrementare la temperatura e attivare un areatore. Se non si volesse proprio introdurre medicinali in vasca il trattamento termico potrà essere aumentato fino a tre settimane (areatore in funzione) con successiva riduzione graduale della stessa, ma non se ne garantisce un risultato sicuro e privo di conseguenze sul resto della popolazione.
Si possono usare come medicinali diversi quali l’acriflavina, chinina solfato o chinina cloridrato, verde di malachite allo stato puro. Al termine di una terapia medica è assolutamente necessario filtrare con carbone attivo per 24 ore e passati almeno tre giorni cambio parziale (30%)di acqua.
Prevenzione:
nei cambi di acqua assicurarsi di introdurre la stessa ad una temperatura che non si discosti di molto dalla temperatura presente in vasca(non più di un grado) con aggiunta di biocondizionatore. Igiene, acque pulite e alimentazione varia e vitaminica ai vs. pesci garantiscono da sempre una protezione naturale a questo parassita.
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06/07/2006 22:35 #45999

  • yuri
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ciao, come dicevo ho già il preparato in soluzione all' 1% come posso usarlo?
" il loto è un fiore che cresce nel fango, più il fango è denso e profondo, più il fiore sarà bello. questo pensiero è racchiuso nel canto buddista NAM MYOHO RENGE KYO"
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06/07/2006 23:33 #46001

  • Paolo Cogo
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quote:

Originally posted by marcog

Blu di metilene: viene spesso usato ...


Bel topic e bello lungo anche.
Permettimi di dissentire su un punto in particolare
quote:


...L’incremento termico può essere fatto senza moderazione, al contrario la diminuzione di circa 2 gradi al giorno. ...



Io ho costatato che la diminuizione di 2 gradi al giorno potrebbe in molti casi essere troppa. Io consiglio non più di 1 grado al giorno.
Diminuendo di 2 gradi ho avuto fenomeni di ricaduta, non dei pesci guariti ma di altri ospiti in vasca.

Mi è capitato di usare prodotti preparati ad hoc per i puntini bianchi ed ho avuto la guarigione in pochi giorni e mi è capitato anche di accorgermi di avere i puntini bianchi il sabato sera con tutti i negozzi ormai chiusi. Ho alzato la temperatira a 29°C e senza usare nessun prodotto il martedi dopo i puntini erano spariti.
E' stato solo una caso ?????
Sono più efficienti i medicinali o l'alzare la temperatura dell'acqua ????
Secondo me le cose si equivalgono, anzi siccome sono un naturalista dico che i medicinali servono solo a stressare i pesci che impiegano più tempo a guarire. Alzare solo la temperatura dell'acqua porta a minor stress sia per i pesci che per i battrei del filtro.
Se qualcualtro ha avuto la mia stessa impressione si faccia avanti.

FACCIO PRESENTE CHE QUESTA E' SOLO UNA MIA IMPRESSIONE.


Paolo - Vicenza -
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07/07/2006 00:16 #46005

fossi in te userei del verde di malachite,(sera costawert o da farmacia) la guarigione è rapida e nn tinge l'acqua come il blu di metilene, oppure l'euclorina (cloramina)
altrimenti se nn hai invertebrati potresti provare con il solfato di rame.
Massimiliano
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07/07/2006 11:42 #46014

  • NOODLES
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Paolo la tua osservazione non è errata, spesso basta il solo aumento della temperatura per blocccare un'infestazione di Ichthyo, cerchiamo di capire come e perchè.Un sintetico riassunto sul ciclo vitale del parassita in questione:
Il parassita è un ciliato unicellulare chiamato scientificamente Ichthyophthirius Multifiliis diffuso in ogni parte del mondo. Da ciò si deduce che il parassita può essere portato molto facilmente in acquario con elementi diversi (piante, nuovi pesci, oggetti d'arredamento, alimenti freschi, ecc.)

Capace di vivere a temperature e condizioni fisico chimiche assai diverse, il parassita si poggia sulla mucosa del pesce e se riesce a forarla, attraversa gli strati superficiali dell'epidermide nutrendosi dei liquidi organici.
In questo stadio il parassita è ora protetto da un solido strato di epidermide e può tranquillamente proseguire nelle successive fasi dello sviluppo nutrendosi di cellule cutanee e globuli rossi che preleva dalla superfice dei capillari. Di solito in quessta fase il parassita non è visibile ad occhio nudo dall'acquariofilo che spesso nota solo il pesce sfregarsi infastidito sui materiali d'arredamento.
Giunto ad uno stadio di maturazione, il parassita fora di nuovo gli strati superficiali dell'epidermide (ora è ben visibile anche ad occhio nudo) per poi tornare al mezzo acquatico per riprodursi. Questo processo dura circa quattro giorni alle temperature solite di un acquario tropicale. Al termine del processo ogni singolo adulto produce da 500 a 1200 giovani individui ciliati che rompono l'involucro delle cisti e sciamano liberi nell'acquario. I ciliati natanti (tomiti) necessitano di un ospite entro breve tempo: essi infatti dopo uno-due giorni muoiono d'inedia se nn trovano un pesce ospite mentre quelli incistati resistono più a lungo anche 10-15 giorni.
In questo frangente,aumentando la temperatura si accellera il metabolismo del parassita riducendo la loro vita acquatica (se non trovano ospiti) a poche ore!

Ovviamente riducendo la vita del parassita si riducono anche i tempi d'esposizione ad un eventuale contagio.
Cos'è che limita la possibilità del parassita a trovare un pesce ospite?
La risposta è sempre la stessa: pesci sani, con un sistema immunitario efficace, con una mucosa protettiva efficiente saranno quasi sempre capaci di respingere attacchi parassitari senza che l'acquariofilo intervenga con sostanze medicali.
Ed ecco che spesso in vasche con pesci sani l'ichthyo ha poche possibilità di provocare un'epidemia tra i pesci che da soli saranno capaci di contrastare l'attacco e sconfiggerlo, ma è anche vero il contrario: in vasche con cattive condizioni igieniche, con pesci sottoposti a stress che indeboliscono le loro difese immunitarie, se non si interviene in tempo si assiste ad un veloce contagio a quasi tutti gli ospiti della vasca pur aumentando la temperatura che risulta essere un'ulteriore stress per i pesci.
Il mio parere a riguardo quindi resta sempre lo stesso.
In vasche ben gestite, non sovrappopolate, con pesci sani difficilmente si assisterà ad epidemie di Ichthyo, ma se ciò avvenisse vuol dire che qualcosa non sta funzionando ed è quindi sempre meglio intervenire aggiungendo all'acqua medicinali (con tutti i pro ed i contro), dal momento in cui non conosciamo le capacità di reazione dei pesci all'infestazione.

Per yuri.
Nel corso degli anni il parassita ha prodotto ceppi particolarmente resistenti ed il solo blu di metilene potrebe non bastare per sconfiggere l'infestazione.
Per pochi euro puoi acquistare prodotti sicuramente validi come il Costawert o il Punktol della Jbl che sortiscono ottimi risultati nella cura dell'ICHTHYO.
Vincenzo Maisto
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07/07/2006 11:57 #46019

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Dimenticavo...una delle più grandi caxxate che circola a riguardo è il consiglio di spegnere le luci in caso di infestazione: in questo modo il parassita brancolando nel buio avrebbe difficoltà a trovare il pesce ospite.
La leggenda deriva semplicemente dal fatto che con alcuni prodotti medicali come per esempio l'acriflavina (faunamor)è consigliabile oscurare la vasca durante il periodo di terapia in quanto i pricipi attivi si degradano facilmente a contatto con la luce, vanificando il loro effetto curativo.

Vincenzo Maisto
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07/07/2006 12:12 #46021

Con il verde di malachite e con i prodotti che lo contengono prestate molta attenzione quando li usate perchè sono cancerogeni:
www.gaem.it/pubblico/articoli/malattiepe...verdemalachite.shtml

Ciao

Claudio
Claudio
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