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ARGOMENTO: Focus: l'olandese secondo Fabio Lorusso

Focus: l'olandese secondo Fabio Lorusso 04/11/2015 14:44 #201036

  • DarioSchelfi
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Ha interpretato magistralmente la vasca all'olandese, realizzando uno degli acquari più spettacolari visti in Italia negli ultimi anni.
Ho provato a solleticarlo con alcune domande per provare a capire...
Ne è venuta fuori una breve intervista, schietta e genuina, ma anche estremamente utile.
Poche parole che narrano l'esperienza, la competenza ma soprattutto la grande sensibilita e l'estro creativo di Fabio Lorusso, uno dei più umili e forse anche dei più grandi acquariofili italiani.


1) Ciao Fabio, nel progetto Rosso d'Autore hai interpretato magistralmente lo stile olandese, discostandoti notevolmente dai tuoi compagni che si sono cimentati in progetti di aquascaping. Come mai questa scelta?
Ciao Dario. Innanzitutto grazie per l’apprezzamento! In merito alla scelta del tema da sviluppare per il progetto Rosso d’Autore, devo ammettere che il mio gusto e la mia ammirazione per gli acquari “erborati” nasce proprio dalla contemplazione delle ipnotiche foto che ritraevano i magnifici acquari olandesi degli anni ’70 ed ’80. Ho sempre considerato queste opere d’arte vegetali praticamente irraggiungibili per me. Per cui... quale occasione migliore di RdA per sfidare le mie ritrosie e mettermi alla prova nel ricreare un acquario rivisitando lo stile olandese?

2) L'acquario che avevi a disposizione, lungo appena 80 cm, ti ha vincolato nella realizzazione del progetto?
In effetti, sotto alcuni aspetti, una vasca di soli 80x43x43 cm non è propriamente adatta alla realizzazione di un olandese classico. I grandi gruppi di piante tagliate a scalare, le imponenti Echinodorus, le magnifiche e solitarie Aponogeton, niente di tutto questo avrebbe potuto trovar posto nell’allestimento che avrei programmato. Da qui la prima difficoltà oggettiva al mio progetto. Ma certo non mi sarei lasciato ostacolare da questo. Avrei scelto le specie più adatte ed avrei “reinterpretato” liberamente le regole dell’olandese.

3) Che piante hai usato?
Tante, troppe per un olandese puro. Ma mi piace strafare!
Hygrophila difformis, H. corymbosa “Siamensis”,H. polysperma “rosanervig”,H. lancea (Araguaia), Rotala rotundifolia, R. macranda, Proserpinaca palustris, Ludwigia glandulosa “perennis”, L. arcuata, Hydrocotyle tripartita (Japan), H. verticillata, Alternanthera reineckii “rosaefolia”, A. reineckii “mini”, Heteranthera zosterifolia, Miriophyllum tuberculatum, M. matogrossense, Mayaca fluviatilis, Bacopa australis, Lobelia cardinalis, Hottonia palustris, Cryptocoryne wendtii “green”, C. wendtii “brown”, C. pygmaea, Nymphaea lotus “Zenkeri” red, Staurogyne repens , Echinodorus tenellus, E. vesuvius, Hemianthus micranthemoides, Anubias barteria nana “petite”, Vesicularia ferriei (weeping moss).

4) Come hai progettato il lay out?
Inizialmente ho buttato giù uno schizzo su carta (foto 1) per dividere in maniera approssimativa gli spazi, visualizzare i gruppi e le “street” di piante, immaginando come avrebbe potuto essere la vasca finita. Purtroppo non sono riuscito a reperire tutte le piante che avrei voluto inserire nel progetto (una tra tutte la Samolus valerandi, classica specie da primo piano o da vialetto negli olandesi, ma oramai caduta nell’oblio). Inoltre, man mano che la vasca evolveva e la fisionomia del layout prendeva forma, ho aggiustato il tiro qua e là, contenendo l’esuberanza di alcune piante, allargando gli spazi ad altre, spostandone alcune, introducendone di nuove ed eliminandone altre. Insomma, è stato un continuo divenire nel tempo.

5) Ritieni che la gestione di un olandese si discosti dalla “tradizionale” gestione di una vasca dedicata all'aquascaping?
Naturalmente le gestioni delle due “filosofie” di allestimenti sono sostanzialmente le stesse. In entrambi i casi grande importanza si da alle piante, alla loro scelta ed alla loro gestione. Considerando però la parte da leone che le stesse fanno nell’acquario olandese, è intuibile quanto in questo tipo di vasche la cura, le potature, il mantenimento degli spazi diventino notevolmente più costanti e meticolosi, al limite del maniacale.

6) Secondo te perché si realizzano così pochi acquari olandesi? E' una scelta condizionata dalla moda ovvero sono vasche realmente difficili da realizzare e gestire?
Sicuramente non sono vasche alla portata di chiunque. Tanta esperienza, padronanza del mondo dell’acquario in generale e delle esigenze dei vegetali in particolare, e non da ultimo un minimo di gusto estetico, sono tutti elementi alla base del Ducth Style. Nell’aquascaping a 360° ci si aiuta con pietre, legni, sabbia e via dicendo. Ma qui bisogna far tutto con le piante: volumi, prospettive, accostamenti cromatici. Non si può non conoscerle, non sapere di cosa han bisogno, o non sapere come diventeranno crescendo. E’ questo naturalmente il grande limite e nello stesso tempo il grande punto di forza dell’acquario olandese: sfruttare solamente la bellezza delle piante, coi loro diversi portamenti, le diverse sfumature di colore, le differenti forme delle foglie, e creare qualcosa di unico ed armonioso. Un giardino sommerso che muta ed evolve silenzioso sotto i colpi delle nostre forbici.
Un’altra motivazione in merito alla limitata diffusione dell’acquario olandese, oltre all’evoluzione dei gusti e delle “mode”, andrebbe anche ricercata nelle dimensioni degli acquari domestici. Ormai pochissimi impianti casalinghi sarebbero davvero adatti all’allestimento di un degno olandese: chi si può permettere una vasca di almeno 1,5-2 metri in salotto?

7) Parliamo della gestione della vasca… Le potature sono fondamentali. Che metodi hai applicato per ottenere una vegetazione così rigogliosa?
All’inizio, per i primi 2-3 mesi dall’allestimento ho solo operato grossolane potature dall’alto, cioè tagliando gli steli e ripiantandoli accanto alle piante “madri”, per aumentare la massa vegetale, riempire i buchi e per ottenere un numero adeguato di piantine. Una volta che sono riuscito a delimitare i vari spazi ed ottenere sufficienti volumi delle singole specie, ho iniziato periodicamente, a rotazione, ad espiantare parzialmente o totalmente i gruppi più massicciamente cresciuti, tagliando ed eliminando gli steli basali rovinati (potatura dal basso), accorciandoli in maniera scalare e ripiantandone le cime più belle e rigorose, lasciando così inalterato il disegno generale della vasca senza troppi antiestetici tagli. In pratica a settimana potavo dal basso solo 1 o 2 gruppi di piante a seconda della crescita delle stesse. Per il resto mi limitavo giusto a qualche sforbiciatina qua e là.

8) L'acquario olandese si sviluppa tradizionalmente su tre volumi: posteriore, intermedio ed anteriore. Qual è la difficoltà maggiore per raggiungere l'equilibrio?
Sicuramente le maggiori difficoltà le ho avute nel contenere l’esuberanza delle piante entro gli spazi che avevo loro virtualmente assegnato. Appena saltavo qualche ordinaria potatura, le piante mi ricompensavano stravolgendo in più punti il mio layout. In realtà questo non è stato sempre un male, perché mi ha dato modo di rivedere con occhi nuovi il mio progetto iniziale e rimodellarlo all’occorrenza.

9) Quali suggerimenti ti senti di dare a chi si accinge ad allestire una vasca olandese?
Ti piacciono le piante acquatiche? Ammira le vasche dei giardineri olandesi del passato, e lasciati contagiare da questo fantastico mondo sommerso. Studia le piante, osservale, coccolale. Accostale ed esaltale a vicenda. Dagli una forma. Prova e riprova. Vedrai che la strada verso l’olandese la starai già percorrendo!

10) Sei considerato a ragione uno dei più sensibili “giardinieri acquatici” d'Italia. Quanto conta la tecnica e quanto, invece, la sensibilità nella coltivazione delle piante acquatiche?
Sono entrambi strumenti fondamentali al nostro scopo. Senza tecnica e senza know-how non potremmo affacciarci a questo genere di acquariofilia. L’olandese ormai è un pianeta più facile da esplorare con i mezzi e le conoscenze che abbiamo oggi a disposizione, ma bisogna anche entrare in sintonia con le piante, interpretare le loro esigenze, aiutarle a superare i loro momenti di stallo. Le piante comunicano, l’acquario comunica, e l’acquariofilo può definirsi tale solo quando riesce ad interpretare tutte queste particolari forme di messaggi.
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Dario
Ultima modifica: 04/11/2015 15:09 da DarioSchelfi.
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I seguenti utenti ringraziano:: Angelo Iodice

Re:Focus: l'olandese secondo Fabio Lorusso 05/11/2015 01:09 #201037

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Allestimento spettacolare, bravo socio......
Dal vivo poi ancora più spettacolare.....
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Focus: l'olandese secondo Fabio Lorusso 05/11/2015 10:21 #201038

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Grazie Dario per le tue lusinghiere parole.
Beppe questa vasca è valsa tutto il tempo che le ho dedicato. Ma se non ci fossero state le tue bellissime foto, ora sarebbe solo un mio lontano ricordo.
fabietto (bo)
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Focus: l'olandese secondo Fabio Lorusso 05/11/2015 13:04 #201040

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Bravo Fabio, unisci grande competenza e abilità al tuo carattere umile e sempre disponibile a consigliare i neofiti. Ti stimo molto.

PS: ma neanche questa va nel magazine? Non è ora di alimentarlo un pochino?
Enrico Serena
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Re:Focus: l'olandese secondo Fabio Lorusso 05/11/2015 15:30 #201042

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Bravissimo Fabio, dimostri una sensibilità unica, favoloso

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enrico
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Re:Focus: l'olandese secondo Fabio Lorusso 05/11/2015 18:13 #201043

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Anche io mi voglio accodare a farti i complimenti di cuore per i tuoi riconoscimenti!!!
Marco Cogoni
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Re:Focus: l'olandese secondo Fabio Lorusso 06/11/2015 12:24 #201047

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Rimettiamo al centro gli acquari di una volta!
Bellissima interpretazione dell'acquario olandese di Fabio Lorusso!

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A.Florio
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Focus: l'olandese secondo Fabio Lorusso 06/11/2015 16:39 #201050

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Complimenti Fabio anche da parte mia. :)
Secondo me, le piante hanno sempre un loro fascino. ;)
"La natura non fa nulla d'inutile" (Aristotele)
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Re:Focus: l'olandese secondo Fabio Lorusso 06/11/2015 21:54 #201051

  • Carlo Pellerucci
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Wow, senza fiato...
Emozionante.

scrivo dal telefono...
qualche errore è inevitabile
Carlo
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Re:Focus: l'olandese secondo Fabio Lorusso 06/11/2015 22:22 #201052

  • pecarpe
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complimenti è quella che mi ha colpito di piu' nel progetto RDA
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