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Aquagardening: tecniche a confronto

Qual è la chiave del successo di un acquariofilo?

Esistono davvero le famose regole auree che permettono di realizzare acquari da sogno?

Ed ancora: quali sono le tecniche, i trucchi ed i segreti che aiutano l’aquascaper nella messa in opera di una nuova vasca?

Abbiamo provato a coinvolgere Diego Marinelli e Pasquale Buonpane, due dei più talentuosi ingegneri del verde di Aquagarden, in un’intervista incrociata con l’intento di capire (e carpire) cosa c’è dietro un acquario da contest.

Substrato, piantumazione, filtrazione, illuminazione e fertilizzazione… ecco le tecniche adottate da Diego e Pasquale.

 

  1. Immagina di avere davanti a te una vasca in extrachiaro 90 x 45 x 45 e di doverla allestire dalla a alla z, con quale substrato inizieresti e perché?
    Diego: Premetto che ho ottenuto e sono convinto che si possano ottenere ottimi risultati con molti substrati presenti in commercio, ma anche con substrati non commerciali che spesso ho utilizzato nei miei allestimenti. Oggi comunque utilizzerei il fondo ADA per diversi motivi. Il principale è che da quando la mia attività di aquascaper è evoluta ho sempre bisogno di raggiungere la maturazione delle vasche che allestisco nel minor tempo possibile e questo substrato ha una marcia in più: si assiste ad una vera esplosione delle piante acquatiche, è vero che sono necessarie potature più frequenti ma si raggiunge in breve tempo il progetto di layout. Mi piace inoltre la filosofia che c’è dietro al sistema del fondo ADA. Se si usa tutta la serie di prodotti nei modi raccomandati, il substrato diventa un fondo vivo ricco di microrganismi capace di sostituire il filtro biologico e di apportare innumerevoli benefici alla vita del nostro acquario.
    Pasquale: Utilizzerei una qualsiasi buona terra allofana. Per buona terra allofana intendo un substrato con un colore gradevole ed una buona porosità che consenta la circolazione di acqua, ossigeno e nutrienti intorno alle radici e indirettamente anche un buon insediamento batterico negli strati meno superficiali. Di sicuro scarterei substrati particolarmente ricchi di macroelementi: non ho mai capito che senso abbia utilizzare substrati molto “carichi” se poi si è costretti a “scaricarli” in fase di start up con frequenti cambi d'acqua per scongiurare il pericolo di esplosioni algali. La stragrande maggioranza delle piante acquatiche(compresi molti pratini a torto considerati esigenti) cresce bene anche con la sola fertilizzazione liquida in colonna. Per quelle specie che invece preferiscono assorbire i nutrienti soprattutto per via radicale si può sempre ricorrere a fertilizzazioni mirate del substrato con capsule o tabs.



  2. L’allestimento prevede piante piuttosto esigenti, quale illuminazione utilizzeresti tra neon tradizionali, t5, HQI e LED e per quale motivo?
    Diego: Utilizzerei una plafoniera con neon T5 perché permettono una distribuzione ottimale della irradiazione luminosa , hanno buone capacità di penetrazione ed in termini di costi e risparmio energetico sono per adesso ancora la migliore soluzione . Sono comunque sempre più convinto che i led rappresentano il futuro e che presto andranno a sostituire tutte le forme di illuminazione.
    Pasquale: Utilizzerei delle T5 ma solo perchè non ho ancora maturato una sufficiente esperienza con le lampade a led.

  3. In un acquario riccamente piantumato come quello che stai per realizzare, considerato il volume netto dell’acqua, che tipo di filtrazione impiegheresti tra un ricircolo veloce ed uno lento?
    Diego: Sono per un ricircolo veloce con un volume filtrante leggermente sovradimensionato.
    Pasquale: Nelle mie vasche c'è sempre un movimento dell'acqua piuttosto sostenuto, in quelle di dimensioni maggiori aggiungo sempre una pompa supplementare oltre al filtro. Credo che la filtrazione, soprattutto quella biologica avvenga in massima parte nella vasca stessa più che nello spazio limitato del filtro, un buon movimento consente ai batteri di colonizzare ogni superficie disponibile all'interno della vasca, garantisce loro una temperatura uniforme e un apporto di ossigeno costante. Un ricircolo veloce inoltre ottimizza la diffusione della CO2 e dei nutrienti per le piante.

  4. La piantumazione la effettueresti immediatamente o lasceresti maturare filtro e substrato?
    Diego: In genere, quando è possibile, preferisco far maturare il filtro e il substrato, soprattutto quando uso fondi come terre allofane, akadama, amazonia che all’inizio assorbono molto i carbonati e rilasciano sostanze umiche. Una volta che i valori si sono stabilizzati passo alla piantumazione.
    Pasquale: Generalmente quando riallestisco una delle mie vasche utilizzo il fondo ed il filtro già in uso con il precedente allestimento quindi inizio con materiali già maturi e questo mi consente di accorciare decisamente i tempi di maturazione della vasca. Dovendo utilizzare materiali nuovi piantumerei subito tutte le piante per fare in modo che si adattino prima possibile al nuovo ambiente entrando in competizione con le alghe. In passato ho provato a far maturare vasca e filtro a lampade spente per periodi più o meno lunghi ma non ho notato sostanziali differenze: quando si accendono le luci la comparsa delle alghe è quasi inevitabile ma queste si possono tenere a bada facilmente introducendo quanta più massa vegetale possibile. Non appena le condizioni dell'acquario lo consentono introduco sempre un buon numero di pesci ed invertebrati alghivori che potranno essere rimossi dopo 3-4 mesi,quando cioè la vasca sarà ormai matura e il pericolo alghe potrà dirsi completamente scongiurato.

  5. Con quanta illuminazione inizieresti in fase di start up e per quanto tempo prima di andare a regime?
    Diego: In genere con una illuminazione abbastanza intensa (che nel nostro caso potrebbe essere su una vasca 90x45x45 una plafoniera con 4 neon t5 da 39w) inizio con 5 ore di luce al giorno , per portare a regime standard di 8 ore al giorno dopo circa 6 settimane.
    Pasquale: Accendo sempre tutte le lampade fin dall'introduzione delle piante ed imposto subito il fotoperiodo completo di 8-10 ore.

  6. Inizieresti a fertilizzare subito e perchè? In che dosi?
    Diego: Questa scelta dipende dalla provenienza delle piante utilizzate: le piante acquistate nei negozi provengono quasi sempre da colture emerse e quando vengono piantumate nei nostri acquari hanno bisogno di un periodo di tempo (in genere almeno 15 giorni) per abituarsi alla vita sommersa, quindi in questo caso inizierei a fertilizzare dopo circa 15 giorni quando le piante danno i primi segnali di crescita. Nel caso che si usino potature o piante provenienti da altri acquari e già adattate alla vita sommersa inizierei a fertilizzare fin dall’inizio con dosi dimezzate rispetto a quelle indicate dai protocolli commerciali.
    Pasquale: Sono dell'idea che “affamare” le piante per un periodo più o meno lungo quando si avvia una nuova vasca serva solo a ritardarne la maturazione, per questo faccio in modo che le piante abbiano tutti i nutrienti di cui hanno bisogno fin da subito. Per i dosaggi non c'è una regola fissa, in genere mi baso sulla quantità di massa vegetale presente in vasca unita ad una attenta osservazione delle piante. In pratica se dopo una somministrazione settimanale di fertilizzante le piante assumono il colore e l'aspetto giusto e lo mantengono per 5-7 giorni vuol dire che anche il dosaggio era quello giusto; se le piante sbiadiscono molto prima del cambio settimanale (in occasione del cambio aggiungo anche i fertilizzanti) vuol dire che il dosaggio va aumentato gradualmente; se le piante mantengono un buon aspetto a lungo ma noto una comparsa anomala di alghe significa che il dosaggio è eccessivo. E' un sistema per me pratico ed infallibile ma non lo consiglierei a chi è alle prime armi perchè richiede la capacità di saper leggere tutti i segnali che ci arrivano dalle piante e dalla vasca stessa, una capacità che si acquisisce solo con l'esperienza.

  7. A proposito di fertilizzazione, meglio il fai da te o l’uso di linee commerciali?
    Diego: Possono essere valide entrambe le soluzioni, l’importante è avere padronanza di ciò che si somministra , l’uso di linee commerciali garantisce maggiore sicurezza e facilità di impiego.
    Pasquale: In passato ho testato quasi tutte le linee di fertilizzanti più “quotate” tra gli appassionati (ADA, Elos, Tropica, Seachem...): alcuni mi hanno soddisfatto più di altri ma si tratta in linea di massima di ottimi prodotti decisamente consigliabili a chi si avvicina a questo hobby. Quasi nessuno però dei prodotti commerciali ha sulle etichette la composizione e le percentuali esatte dei singoli elementi che introduciamo in vasca quando li utilizziamo e questo ci impedisce di adottare un protocollo “elastico” che si possa adattare allo stato fisiologico della vasca, alla quantità di massa vegetale presente, alle specie vegetali più o meno esigenti....credo che con un protocollo di fertilizzazione “standard” si perda gran parte del divertimento e delle possibilità di sperimentare. Anche per questo per le mie vasche ho sempre preferito la fertilizzazione fai da te.

  8. Dovendo procedere con il fai da te, che tipo di fertilizzazione dissociata impiegheresti, tenendo sempre conto del fatto che l’acquario è riccamente piantumato e molto spinto di CO2?
    Diego: Somministrerei separatamente i macroelementi azoto , fosforo e potassio . Poi elementi che possono essere considerati secondari come il ferro, il calcio ed il magnesio ed infine i microelementi.
    Pasquale: Di solito utilizzo solfato di potassio, miscele di elementi traccia, fosfato di potassio ed eventualmente ferro chelato per i supplementi. Per i dosaggi cerco di attenermi ai fabbisogni “standard” delle piante (per le miscele di micro utilizzo le percentuali di ferro come punto di riferimento) ma devo dire che i quantitativi che somministro non sono per niente regolari perchè variano in funzione dell'età e dello stato “fisiologico” della vasca, mi lascio guidare molto dall'aspetto e dalla velocità di crescita delle piante, dall'intensità dell'attività fotosintetica (pearling)... come regola generale tendo più a sottodosare che a sovradosare. In passato aggiungevo anche azoto sotto forma di nitrato di potassio, poi ho smesso perchè le piante avevano un aspetto troppo florido: erano meno compatte con foglie troppo grandi e steli teneri, oltretutto dovevo intervenire troppo spesso con le potature. In genere se sono presenti pesci in vasca c'è sempre azoto a sufficienza e le piante senza l'aggiunta di ulteriore azoto hanno un aspetto per me più naturale. Tutti i fertilizzanti vengono somministrati settimanalmente in occasione dei cambi d'acqua, solo il supplemento di ferro viene aggiunto a metà settimana ma solo in vasche particolarmente ricche di vegetazione.

  9. Puoi indicarci esattamente che tipo di microelementi impieghi, le dosi che somministri e la cadenza con cui lo fai?
    Diego: Per i microelementi mi sono sempre affidato a linee commerciali anche diverse, ho sempre trovato le concentrazioni dei vari elementi equilibrate e non ho mai riscontrato gravi problemi di eccessi o di carenze. Le dosi ed i tempi dipendono da molti fattori come tipologia di piante presenti nell’acquario, massa vegetale, presenza di alghe. In un acquario densamente piantumato con molte piante a crescita veloce li somministro anche tutti i giorni.
    Pasquale: Vedi risposta precedente.

  10. Nella fertilizzazione ti lasci guidare dall’osservazione delle piante o rispetti le concentrazioni target previste per micro e macro elementi?
    Diego: Ritengo l’attenta osservazione delle piante la regola basilare per avere successo nella gestione di un acquario di piante. Dosi e tempi di fertilizzazione indicati dai protocolli devono sempre essere bilanciati alle esigenze del nostro acquario.
    Pasquale: Vedi risposta precedente.

  11. Come procedi con la prima potatura? Tagli molto basso o lasci che le piante si sviluppino e poi riduci di poco gli apici?
    Diego: Per le piante a stelo la prima potatura è fondamentale, soprattutto se si è previsto un layuot con grossi cespugli sullo sfondo, essa infatti andrà a determinare la forma e le linee da cui i volumi prenderanno la forma immaginata. Quindi lascio prima crescere le piante a stelo fino a che tocchino la superficie e poi effettuo la prima potatura tenendo ben presente la forma ed il volume che i gruppi di piante dovranno raggiungere.
    Pasquale: In genere con la prima potatura delle piante a stelo intervengo in maniera energica tagliando più della metà della lunghezza per fare in modo che gli steli producano molti getti: in questo modo si ottengono cespugli folti che nelle potature successive potranno essere sagomati e spuntati per mantenere la forma voluta. Quando dopo alcuni mesi le parti basali invecchiano perdendo le foglie li estirpo ripiantando solo gli apici. Se possibile evito di potare contemporaneamente tutti i cespugli presenti in vasca ma intervengo con le forbici su metà vasca a settimane alterne.

  12. In che percentuale cambi l’acqua e con quale cadenza?
    Diego: Cambi settimanali del 25%.
    Pasquale: Cambio settimanalmente il 30-40% dell'acqua.

  13. Indicativamente, che valori chimici mantieni in vasca (CO2, pH, kh)?
    Diego: Ph: 6.7 -7.2 , kh: 3-6 . Ho la fortuna di vivere in un posto in cui l’acqua di rete ha degli ottimi valori , occasionalmente per mantenere i valori che ho indicato miscelo l’acqua di rete con acqua di RO.
    Pasquale: Per i cambi utilizzo solo acqua di rubinetto decantata che in partenza ha pH 7,8 kh 6 e GH 8. Erogo CO2 sufficiente a portare il pH intorno alla neutralità...ma non effettuo più i test da anni, mi limito a misurare il pH solo quando sostituisco le bombole di CO2 per impostare l'erogazione del gas.

  14. Ci sveli un segreto che non hai mai svelato a nessuno?
    Diego: credo di non avere segreti, le chiavi del successo sono nella passione e nella costanza con cui si fanno le cose. Curare un acquario di piante , immaginarlo e realizzarlo secondo i propri gusti è un esperienza straordinaria la cui riuscita non dipende da nessun segreto ma solo dall’impegno e dalla passione che ci si mette.
    Pasquale: Non ho mai avuto segreti di alcun tipo.

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