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CHIMICA / FERTILIZZAZIONE
TECNICA & AQUASCAPING
VARIE

Hightech a bassa manutenzione di Roberto Moretti

Lo abbiamo definito sostenibile per mettere in evidenza l’aspetto che, forse più di tutti, sta a cuore all’acquariofilo e cioè la gestibilità dell’intero sistema.

Quella che seguirà non è ovviamente una crociata contro l’acquario hightech in senso stretto né, tanto meno, contro le vasche lowtech che pure, pensiamo, presentano indubbi vantaggi.

Con queste nostre esperienze dirette vorremmo piuttosto mettere in luce gli aspetti che consentono una gestione semplice di una vasca dotata di tutte le più moderne tecnologie, senza con questo dover rinunciare alla bellezza e al fascino dell’acquario di piante.

 

Siamo infatti convinti che sia possibile realizzare e mantenere nel lungo periodo un acquario di piante ponendo l’accento non più [e non solo] sulla gestione della vasca, ma anche [e soprattutto] sulla sua godibilità.

Crediamo che accanto alle tecniche che prevedono iper fertilizzazioni e frequenti [ed oceanici] cambi d’acqua esista una via intermedia che consenta ugualmente di ottenere piante rigogliose e pesci sani, limitando le ordinarie operazioni di manutenzione ad interventi “sostenibili”.

La prima e forse imprescindibile premessa che siamo obbligati a fare è quella che riguarda l’aspetto complessivo dell’acquario sostenibile e cioè il suo equilibrio. Un equilibrio non solo biologico ma, vorremmo dire, anche estetico.

Siamo tutti affascinati dalla bellezza delle composizioni ZEN, dalle vasche all’olandese, dalle distese di Glossostigma, dai fitti cespugli di Eleocharis e siamo sempre alla ricerca di una loro replicabilità in casa nostra, replicabilità che, sovente, non fa i conti con la gestibilità di questi allestimenti.

 

Una bella foto è spesso sufficiente a fare radicare in noi il desiderio di riprodurre un acquario con le medesime caratteristiche, dimenticando spesso che l’allestimento è probabilmente l’aspetto meno complesso dell’intera filiera.

In altri termini: allestire una vasca è una cosa, gestirla nel lungo periodo è cosa diversa e, spesso, molto più complessa.

L’acquario sostenibile vuole essere la via di mezzo, una via intermedia che ci consenta di non rinunciare alla nostra passione per il plantacquario rimanendo, però, entro limiti di gestione facilmente sostenibili.

La trattazione di questo [pensiamo] interessante argomento si svilupperà in più articoli e sarà scritta a più mani da quanti, nel corso delle rispettive esperienze, hanno maturato l’idea che sia possibile realizzare una bella vasca di piante con qualche… mal di testa in meno.

Nel corso dei prossimi incontri avremo modo di approfondire non soltanto gli aspetti estetici che riguardano l’acquario sostenibile, ma anche quelli chimici poiché, come vedremo, substrato e fertilizzazione giocheranno un ruolo determinante nella “sostenibilità” di questi progetti.

Cercheremo anche [e per quanto ciò sarà possibile dalla virtualità delle nostre trattazioni], di farvi toccare con mano le varie realizzazioni, indicando per ogni acquario che verrà proposto l’intero piano di gestione [fotoperiodo, illuminazione, fertilizzazione, cambi d’acqua, specie e numero di pesci ecc.].

Non ci resta quindi che darvi appuntamento sul prossimo numero di Aquagarden augurandovi, per il momento, una buona lettura.

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