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La potatura dal basso di Dario Schelfi

Uno degli interventi a cui nessun plantacquariofilo può sottrarsi durante le fasi di gestione del proprio acquario è quello della potatura delle piante. L'estetica ed il layout di un acquario risentono in maniera determinate dell'aspetto complessivo delle piante che, per questo motivo, abbisognano di frequenti e ripetuti interventi affinché la composizione mantenga la gradevolezza e la naturalezza tipiche di una vasca con piante.

Com'è noto gli interventi di potatura hanno principalmente due scopi: infittimento della parte aerea [specie nelle fasi di start up] e contenimento [mantenimento] della crescita.

Questo secondo aspetto è quello che tratteremo più compiutamente nel prosieguo di questo breve articolo, soffermandoci, in particolar modo, sugli aspetti estetici della potatura e rinviando ad un altro articolo la trattazione più diffusa della potatura post impianto.

In un acquario già avviato e ricco di piante, il mantenimento della silhouette e del volume di ogni cespuglio rappresenta un obiettivo primario cui, spesso, non viene data la opportuna rilevanza.

Purtroppo non tutte le tecniche di potatura vengono sempre effettuate correttamente e sovente alcune piante mostrano di non gradire affatto interventi drastici di ridimensionamento, finendo così col ricoprirsi di alghe a seguito dello stop vegetativo post potatura.

Il sistema della "potatura dal basso" risolve brillantemente questo inconveniente poiché punta l'accento non più sul ripristino della zona potata, quanto sull'utilizzo degli apici asportati.

Questa tecnica utilizza infatti la caratteristica peculiare di quasi tutte le piante acquatiche di riuscire a riprodursi per talea, assumendo sin da subito i nutrienti di cui necessitano anche in assenza di un adeguato apparato radicale.

Prima di procedere con la trattazione, si ritiene indispensabile precisare che questo sistema è operabile solo con le piante a stelo, in vasche bilanciate e con buona fonte di nutrienti [luce, CO2, fertilizzanti], in assenza dei quali la tecnica in questione rischia non solo di non sortire alcun effetto, ma di dimostrarsi addirittura controproducente.

La tecnica è piuttosto semplice e consente di ottenere sempre e senza alcuna soluzione di continuità dei cespugli ricchi, fitti e rigogliosi.

Il sistema prevede l'eradicazione del cespuglio da potare [eradicazione che andrà effettuata, come vedremo, soltanto la prima volta], il taglio degli apici vegetativi [in numero e lunghezza adeguati al layout che vogliamo mantenere o realizzare], l'ancoraggio delle parti basali ad una piccola zavorra formata da sottili listelli di piombo [o, più semplicemente, da un sassolino], la ricollocazione del cespuglio appena creato in acquario [senza necessità di una vera piantumazione, ma con una semplice allocazione sul substrato].

Questo ultimo aspetto consente di verificare immediatamente l'effetto di un eventuale cambio del layout poiché ci permette di visualizzare subito il nuovo eventuale assetto della composizione senza la necessità di attendere la crescita di piccole plantule appena piantumate.

Gli aspetti pratici ed estetici sono quindi evidenti: si ottiene un risultato immediato senza dover attendere il ripristino della vegetazione eliminata, non si assiste ad alcun blocco vegetativo post potatura, non si deve intervenire nell'abituale somministrazione di fertilizzanti, non si creano antiestetici tagli, la disposizione dei nuovi cespugli ottenuti per talea può essere modificata senza dover interveniere con vere e proprie eradicazioni.

 

Le piante

Questo sistema è operabile con la quasi totalità delle specie a stelo impiegate in acquariofilia: Rotala, Limnophila, Hygrophila, Lobelia ecc.

 

Il materiale di partenza

Sovente acquistiamo piante non radicate che, giunte in acquario, iniziano a mostrare un vero e proprio rigoglio solo in presenza di adeguate condizioni ambientali e soltanto in concomitanza con un'adeguata pianificazione della fertilizzazione.

Suggeriamo quindi di impiegare la tecnica in argomento solo sulle parti apicali di vegetazione sviluppatasi nella propria vasca e di evitare, invece, l'impiego diretto delle plantule provenienti dalle serre di coltura.

La ragione di questa scelta è piuttosto semplice ovi si consideri che la vegetazione cresciuta in acquario e la successiva talea che dalla stessa verrà ottenuta, meglio si presterà ad un pronto attecchimento non essendo mutate le condizioni di coltura prima e dopo la potatura.

 

La prima potatura

Per ottenere degli apprezzabili risultati è fondamentale che la pianta madre soggetta a potatura non mostri evidenti segni di carenze nutrizionali e che la stessa si sia sviluppata a dovere con tessuti turgidi e foglie compatte.

Suggeriamo di lasciare crescere liberamente la pianta fino al pelo dell'acqua, almeno la prima volta, allo scopo di ottenere talee composte da steli lunghi e fogliame vigoroso.

 

L'eradicazione della pianta madre

Ottenute le talee apicali [con taglio netto subito sotto un nodo] la pianta madre potrà essere eliminata sradicandola delicatamente dal substrato [per questa operazione, a seconda del fondo impiegato, si consiglia di spegnere la pompa per qualche minuto in modo da lasciare sedimentare le particelle in sospensione sollevatesi per effetto dell'eradicazione].

 

La nuova pianta

A questo punto non ci resta che raggruppare le talee in piccoli gruppi [da 4 a 8 steli, a seconda della dimensione del fogliame], ancorarne le basi con delle piccole fascette di piombo o con piccoli sassolini [usando del sottilissimo filo di ferro ricoperto di plastica] e lasciare cadere il nuovo cespuglio nella zona prescelta.

Il sistema è particolarmente indicato per il riempimento di spazi angusti in prossimità di composizioni rocciose o nei pressi della parete posteriore della vasca. Ottima anche come strategia per coprire antiestetici tubi di aspirazione o scatole filtro.

 

Le potature successive

La pianta così ottenuta svilupperà radici superficiali che, non affondando in maniera consistente nel substrato, consentiranno interventi successivi senza alcun danno per la flora batterica presente all'interno dello stesso.

Si ritiene utile evidenziare che questa tecnica ha valenza complementare con quella che prevede la potatura classica e che pertanto può ad essa affiancarsi per ricoprire le zone vuote o per implementare i volumi di alcuni cespugli.

 

Le fasi della potatura dal basso:

01

Cespuglio di Rotala macrandra che necessita di potatura.

 

02

Gli steli apicali appena potati che verranno impiegati come talee.

 

03

Gli steli apicali appena potati.

 

04

La piccola zavorra in piombo.

 

05

La zavorra con un sassolino.

 

06

Il cespuglio di talee in acquario, chi direbbe che è stato appena potato?

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