intestazioneMagazine

CHIMICA / FERTILIZZAZIONE
TECNICA & AQUASCAPING
VARIE

Vegetazione delle zone umide di Stefano Del Cucina

Per delimitare con esattezza lo scopo del presente articolo è essenziale dare un preciso significato ai termini "zona umida"; nonostante l'espressione sembri molto generica vi è una precisa definizione pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 3 luglio 1976, in occasione della ratifica della Convenzione di Ramsar volta alla protezione delle zone umide ed in particolare della loro avifauna.

La definizione ufficiale è pertanto da ritenersi la seguente: "Si intendono per zone umide le paludi e gli acquitrini, le torbiere oppure i bacini, naturali o artificiali, permanenti o temporanei, con acqua stagnante o corrente dolce, salmastra o salata, ivi comprese le distese di acqua marina la cui profondità, durante la bassa marea, non supera i sei metri".

In questa sede, per non uscire dal nostro specifico campo di interesse, non ci occuperemo delle zone umide con acqua salmastra e salata, e neanche ci occuperemo delle zone umide alpine, che presentano una flora molto interessante, ma legata a precise alternanze stagionali ed a basse temperature.

Tratteremo quindi la vegetazione delle zone umide di acqua dolce situate in zone non montane. In questo ambito figurano i fiumi, i torrenti, i ruscelli, i fossi, le risorgive, gli acquitrini, gli stagni, le paludi ed i laghi. Questi vari corpi d'acqua presentano aspetti anche molto diversi tra loro e queste differenze si riflettono anche sulla composizione floristica e vegetazionale che li caratterizzano.

In generale i corpi d'acqua di estese dimensioni come i laghi presentano una minore variazione stagionale della temperatura e difficilmente sono soggetti a gelarsi.

Viceversa gli stagni e le paludi, tipicamente con bassa profondità dell'acqua, in inverno gelano facilmente ed in estate si riscaldano notevolmente, portando il livello di ossigeno nell'acqua a bassi valori, si distinguono inoltre per un idrodinamismo praticamente nullo, differentemente dai laghi dove spesso è presente del moto ondoso e dei venti con direzioni preferenziali.

Ancora maggiore è l'idrodinamismo dei fiumi e dei torrenti, tale fenomeno si riflette pesantemente sulla capacità delle piante di colonizzare tale ambiente.

Il fattore determinante che caratterizza la disposizione della vegetazione è l'acqua, la sua presenza più o meno costante e la sua profondità.

Prendendo ad esempio uno stagno od una palude si possono distinguere nettamente diverse formazioni vegetali, disposte come delle fasce vegetazionali concentriche al variare della profondità dell'acqua.

 

01

Grossi cespi di Carex sp. sono circondati da vegetazione galleggiante. A sinistra un bosco di Alnus glutinosa, sullo sfondo Populus alba.

 

I boschi igrofili

Crescono nelle zone circostanti i corpi di acqua e possono essere temporaneamente allagati, sono caratterizzati dalla dominanza di specie arboree e presentano caratteristiche vegetazionali diverse se circondano uno stagno oppure un corso d'acqua.

Tali formazioni vegetali coprono una estensione molto ridotta rispetto al passato, a causa della regimazione delle acque e dello sfruttamento del suolo per altri scopi; attualmente è raro trovare veri e propri boschi e le formazioni sono ridotte a macchie di vegetazione arborea.

Attorno agli stagni la specie che maggiormente caratterizza l'ambiente è l'ontano nero [Alnus glutinosa], affiancato a specie arbustive quali salice grigio [Salix cinerea], salice rosso [Salix purpurea] e frangola [Frangula alnus].

Lungo le rive dei corsi d'acqua le specie maggiormente rappresentative sono il pioppo nero [Populus nigra], il pioppo bianco [Populus alba], il salice bianco [Salix alba] i quali dominano associazioni vegetali comprendenti anche sambuco [Sambucus nigra], luppolo [Humulus lupulus], ed altre piante erbacee ed arbustive.

Attorno alle risorgive o nelle vicinanze del corso principale dei fiumi vi sono zone non coperte da vegetazione arborea, caratterizzate da suolo torboso, formato con i resti dei vegetali che hanno contribuito a ricoprire precedenti acquitrini o stagni, molto umido, il quale può anche occasionalmente allagarsi, seppur con altezza d'acqua molto limitata, queste zone vengono denominate prati umidi.

Sono caratterizzati da una elevata biodiversità e presentano anche specie rare in pianura, ma tipiche di zone collinari o montane, che solo grazie all'elevata umidità riescono a prosperare.

I prati meno degradati sono caratterizzati da popolamenti a Schoenus nigricans con presenza [tra molte altre] di Carex davalliana, Epipactis palustris, Orchis laxiflora, Parnassia palustris, Taraxacum palustre. I prati più degradati vedono il prevalere di Molinia coerulea e la presenza soprattutto di Allium suaveolens, Juncus subnodulosus, Serratula tinctoria, Succisa pratensis.

 

La zona ripariale

E' in genere caratterizzata da un suolo torboso, allagato in autunno ed in inverno, umido anche in estate. E' caratterizzato da formazioni di piante erbacee, la cui altezza supera anche il metro, con foglie lineari, spesso rigide e con margini taglienti.

Si tratta di varie specie di Carex [C. acutiformis, C. elata, C. rostrata, C. riparia, C. vesicaria, C. vulpina, ed altre ancora], queste piante formano popolamenti con l'assoluta prevalenza di una sola specie del genere, mentre si trovano altre piante di altri generi seppur appartenenti alla stessa famiglia [Cyperaceae] come Cladium mariscus, Schoenus nigricans o Eleocharis palustris.

Naturalmente compaiono anche appartenenti ad altre famiglie come alcuni giunchi [Juncus conglomeratus, Juncus effusus, appartenenti alle Juncaceae], molte sono le piante caratterizzate da vistosa fioritura come Lythrum salicaria, Valeriana officinalis, Lysimachia vulgaris, Myosotis scorpioides, Iris pseudacorus, Butomus umbellatus, Leucojum aestivum.

Presenti anche degli equiseti [Equisetum palustre, E. fluviatile] e delle felci [Thelypteris palustris].

Anche la zona ripariale, come i boschi igrofili ed i prati umidi, ha ridotto di molto la sua estensione a causa dello sfruttamento agricolo, previa bonifica, ed ultimamente anche a causa di sempre più frequenti insediamenti turistici poco sensibili al rispetto ambientale [urbanizzazioni a scopo abitativo non residenziale, villaggi turistici, ecc…].

In non poche zone umide tale formazione riparia è scomparsa del tutto, e spesso si passa da suoli sottoposti a coltivazioni direttamente alla zona palustre permanentemente allagata.

02

Canneto di Typha latifolia.

 

La zona palustre

La presenza dell'acqua nella zona palustre è costante, dai minimi livelli, ai margini della precedente zona ripariale, fino a superare il metro e mezzo, dove si sconfina con la zona stagnale.

E' visivamente riconoscibile dalla presenza di folti ed estesi canneti con altezze che possono superare i tre metri, tali canneti sono formati, nelle zone con acqua più bassa, in prevalenza da cannuccia di palude [Phragmites australis], mentre in acque di maggiore profondità in prevalenza da tife [Typha latifolia, T. angustifolia].

Spesso le formazioni vegetali sono quasi monospecifiche e senza soluzione di continuità, solo quando l'acqua raggiunge una certa altezza queste formazioni appaiono più frammentate e le tife fanno posto alla lisca lacustre [Schoenoplectus lacustris] una Cyperacea giunchiforme che può raggiungere i tre metri di altezza.

Spesso tra le lische lacustri, grazie alla ridotta ombreggiatura causata dagli esili fusti e dalle foglie ridotte a semplici guaine alla base del fusto, riescono a prosperare molte specie natanti, tipiche della zona stagnale.

03

Foglie e fiori di Nymphoides peltata.

 

La zona stagnale

La zona stagnale inizia  ad una profondità variabile tra il mezzo metro ed il metro e mezzo, il paesaggio muta improvvisamente aspetto.

Non troviamo più piante con solo il piede sommerso e gran parte dell'apparato aereo che si eleva ben al di sopra della superficie, le piante che prosperano in questa fascia hanno radici che le ancorano al fondo e solo i fiori e le foglie raggiungono la superficie elevandosi da essa solo per alcuni centimetri.

La formazione più tipica è il nufareto con la Nuphar luteum come specie dominante e la copresenza di Nymphea alba, Trapa natans; la superficie dell'acqua è spesso completamente occupata dalle lamine fogliari delle piante [lamineto], devo minore è la presenza delle specie suddette si incontrano numerosi Myriophyllum verticillatum e M. spicatum, con foglie sommerse o galleggianti ma mai emerse [solo l'infiorescenza si eleva sopra la superficie].

Nelle zone con acqua sufficientemente bassa si incontrano anche Nymphoides peltata, Hydrocharis morsus-ranae e Hottonia palustris.

 

04

Trapa natans.

 

Oltre a piante con radici ancorate al fondo, si trovano nella zona stagnale anche piante completamente svincolate dal terreno e completamente galleggianti, come le felci Salvinia natans, Azolla caroliniana e A. filiculoides [ambedue specie esotiche], oppure come le varie lenticchie d'acqua, Araceae appartenenti al genere Lemna [L. gibba, L. minor, L. paucicostata, L. trisulca], al genere Spirodela [S. oligorrhiza, S. polirrhiza] e Wolffia arrhiza, che con il diametro massimo di circa un millimetro è la fanerogama [pianta con organi sessuali visibili] più piccola della flora europea.

Completano la panoramica sulle piante della zona stagnale le curiose ed interessanti utricularie [Utricularia australis, U. minor, U. vulgaris] dotate di minuscole trappole sommerse [otricoli] ed in grado di catturare piccoli crostacei, utili per integrare la loro alimentazione.

05

Azolla caroliniana.

 

La zona a vegetazione natante e sommersa

A profondità maggiori di due metri e fino ad arrivare ai cinque/sei metri di profondità è presente la vegetazione natante e sommersa.

Dominano questa zona le piante totalmente immerse in acqua, capaci di effettuare la fotosintesi anche a bassa intensità luminosa e che possono essere ancorate al fondo per tutta la loro esistenza, oppure solo nello stadio giovanile, od infine essere liberamente fluttuanti.

Possiamo citare tra le piante ancorate al fondo Najas minor e, in acque meno profonde, Najas marina; molto frequente e spesso quantitativamente notevole è la presenza di vari Potamogeton [Potamogeton crispus, P. lucens, P. pectinatus, P. perfoliatus e Groenlandia densa], Ranunculus fluitans, Vallisneria spiralis e Polygonum amphibium.

Tra le piante fluttuanti ricordiamo Cerathophyllum demersum, C. submersum e le tre "pesti d'acqua" [tutte specie esotiche] Elodea canadensis, Elodea densa e Lagarosiphon major.

06

Ranunculus fluitans.

 

Conclusioni

Esula dagli scopi del presente articolo una descrizione maggiormente dettagliata delle singole specie, anche se molte di esse presentano comportamenti ed adattamenti meritevoli senza dubbio di maggiore attenzione.

Preme però in questa sede considerare come le zone umide siano ambienti molto ricchi dal punto di vista floristico e faunistico, e le bonifiche effettuate nei secoli scorsi, seppur motivate dall'esigenza di coltivare nuove terre e soprattutto di effettuare una profilassi sanitaria volta a sconfiggere la malaria, hanno avuto la deprecabile conseguenza di ridurre notevolmente la superficie occupata da queste zone.

L'introduzione di specie esotiche ha spesso avuto l'effetto di impoverire la vegetazione autoctona con la scomparsa o la drammatica rarefazione delle specie meno adattabili.

La coltivazione intensiva dei suoli limitrofi alle zone umide causa infine una artificiale velocizzazione dei processi naturali di sedimentazione ed interramento delle zone umide, contribuendo ulteriormente alla riduzione della superficie occupata da suolo sommerso.

Negli ultimi anni la sensibilità verso la ricchezza naturalistica di queste zone è notevolmente aumentata anche se spesso l'oggetto della protezione naturalistica è costituita dalla fauna, soprattutto quella degli uccelli stanziali e migratori legati alle zone umide per il procacciamento del cibo.

E' un dato di fatto che, anche se indirettamente, beneficiaria di questo nuovo atteggiamento è e sarà anche la flora.

googlePlusyoutubefacebooktwitter

AG - 2013 - All rights reserved - Privacy & Policy

VitRuo - Web Agency

tornaSu