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CHIMICA / FERTILIZZAZIONE
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Elogio della pazienza di Rocco Sclafani

"Natura non facit saltus" verosimilmente Limneo, da altri attribuita a Leibnitz.

Questa frase, che letteralmente tradotta significa "la natura non fa salti", dovrebbe secondo me essere scritta come avvertenza su tutti i materiali venduti o scritti che riguardano l'acquariofilia.

Prima che qualcuno, generosamente preoccupato dal mio stato mentale, provveda a chiamare il sindaco per il mio ricovero coatto è necessario che facciamo un passo indietro.

Il mio riavvicinamento all'acquariofilia dopo anni di oblio è dovuto solo ed esclusivamente ad Aquaplanta, nome che credo alcuni di voi conosceranno.

Per motivi che sono ovvi a tutti la visione su Internet di un luogo, peraltro gratuito, in cui fosse condensato una tale quantità di esperti sulla progettazione, realizzazione, mantenimento di acquari di piante ha esercitato su di me lo stesso effetto del canto delle sirene su quel tale che cercava di tornare ad Itaca.

L'idea stessa che si potesse fare domande e, con pochissima attesa, avere anche delle risposte ha un che di strabiliante.

Prima di rimettermi all'opera ho letto TUTTO il forum. Non lo dico per piaggeria ma letteralmente, affrontando questa scoperta come ho sempre affrontato i compiti universitari a testa bassa e la luce del tavolo accesa…

Non ho mai avuto capacità artistiche e quindi mi tenevo abbastanza defilato dalle discussioni teoriche riguardo la eventuale inclinazione di una pietra (quella rigorosamente in numero dispari) verso o che fuggiva dalla composizione di Micranteum, ma da bravo uomo di scienza qual sono, ho letto rapito la questione delle tecniche di fertilizzazione, della gestione della illuminazione, del flagello divino delle BBA.

Dopo avere quasi imparato a memoria le discussioni più importanti, come sempre prima di un esame, mi sono detto ho studiato abbastanza? E nella mia mente ho risposto SI!! Cominciamo.

Ho costruito l'acquario che è lo stimolo delle mie riflessioni, ammesso che qualcuno sia ancora qui ad ascoltare i miei deliri, un vascone di quasi 500 litri perché volevo coniugare le mie due passioni. Le piante e i discus.

Vane sono state le raccomandazioni dei forumisti che dicevano che era difficile riuscire in questo connubio. Nella mia mente pensavo, senza dirlo a voce alta per carità, "diamine ho studiato tutto ci riuscirò".

Ho fertilizzato il fondo, comprato tutto quello che mi poteva venire in mente, riempito d'acqua e pregato per circa una settimana che non mi si sfondasse il pavimento.

Alla fine, quando mi sono convinto che almeno il pavimento avrebbe retto ho messo le prime piante.

 

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Oh … beh riguardandolo adesso ricordo di aver pensato … certo non somiglia moltissimo a quelli che ho visto sul forum ma crescendo migliorerà.

E allora vai di fertilizzazione … in fondo ho letto o no che per far crescere le piante sono necessari CO2, Luce, Macro e Microelementi?

Non ricordo quanti piani di fertilizzazione ho cambiato in un mese sicuro, di volta in volta, che l'aggiunta di questo o di quello elemento potesse essere la chiave di volta per far bollare, crescere e anche parlare le mie beniamine, possibilmente tutto in una volta sola.

Ovviamente i miei tentativi sono stati vani e l'acquario si presentava come un bellissimo allevamento di tutte le alghe conosciute. L'unica soluzione nella mia mente qual'è stata? Estirpare tutto e ricominciare … E devo dire che quando le ho ripiantumate le condizioni almeno visive erano nettamente migliorate.

 

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E c'è stato anche un periodo in cui sono riuscito a fare crescere qualche pianta senza farla riempire di alghe.

 

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Ma tutto questo è durato molto poco.

L'avere mischiato la presenza di pesci che producono un forte carico inquinante con una errata (ed eccessiva) fertilizzazione , il tutto condito con una illuminazione da stadio, ha condotto dopo poco tempo al collasso del sistema

Tutte le superfici sono state ricoperte dalle alghe. L'unica soluzione è stata per l'ennesima volta estirpare e ripiantumare.

L'acquario adesso è così … ed è così da almeno 4 mesi quindi mi illudo e spero di avere trovato qualcosa che somigli ad un equilibrio piacevole alla vista, se non proprio coerente con l'aspetto stilistico.

 

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Questa lunghissima dissertazione ha come scopo quello contenuto nel titolo.

La quantità di informazioni che sono oggi disponibili non può sostituire quello che è stato da sempre il fattore di sicurezza della natura a cui facciamo riferimento, ossia il tempo.

Nessun cambiamento può avvenire in tempi ridotti e nessuna modifica ulteriore dovrebbe essere fatta prima che questo cambiamento abbia avuto luogo.

Questo concetto che è secondo me basilare è ben presente nella mente dei "grandi" ma troppo poco pubblicizzato nel comunicare informazioni.

La somma di modifiche su modifiche, di aggiunta di sostanze su sostanze, è da un lato assolutamente divertente, almeno per me, perché consente di avere l'impressione di stare facendo qualcosa, ma dall'altro lato conduce più spesso a disastri.

Se noi per altro ci poniamo come obiettivo l'acquario naturale ossia la rappresentazione più o meno riuscita di un angolo di natura, come possiamo ignorare il fatto che sottraiamo alla natura stessa il suo ingrediente fondamentale ossia la possibilità di manifestare le sue reazioni alle nostre azioni?

Questo che non vuole essere uno scritto filosofico ha in realtà uno scopo assolutamente pragmatico ossia comunicare a chi si accosta per le prime volte alla realizzazione di un progetto simile la assoluta necessità di attendere … questo non escluderà la possibilità di commettere errori, specie iniziali, ma potrebbe risparmiare di sommarli in successione …

PS: Plank ha dimostrato in realtà che la natura compie salti … ma questa è un'altra storia.

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