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CHIMICA / FERTILIZZAZIONE
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Un oceano da 20 litri di Marco Banderali

20 litri?! Un oceano ...  Non è una farneticazione. Fortunatamente. Quello che illustrerò è il mondo del "piccolo", un mondo fatto di piccoli e affascinanti acquari. Un mondo tutto da scoprire e dalle potenzialità infinite.

 

 

L'impossibilità di confrontarmi con vasche di dimensioni "normali", ha fatto si che io abbia sempre avuto a che fare con vasche di dimensioni ridotte, che certo limitano un po' il campo di azione, ma che danno comunque tantissime soddisfazioni.

Cosa si intende per piccoli acquari? Bella domanda.

C'è stato chi ha detto che tutto è relativo, e per me, un acquario è piccolo quando ci troviamo ad avere a che fare con vasche che stanno nel range dagli 8 ai 30 litri di capienza lorda.

Il punto focale da avere sempre a mente è che comunque abbiamo a che fare con un acquario che, per quanto piccolo possa essere, necessita degli stessi accorgimenti richiesti per le vasche di dimensioni più grandi ma che nel nostro caso dovranno essere in "scala".

 

L'illuminazione

Innumerevoli sono i prodotti disponibili sul mercato, ma i risultati migliori li ho ottenuti adattando l'ormai famosa lampada Global a plafoniera, utilizzando le fluorescenti compatte Osram 860 da 11w.

Facilmente ci troveremo ad avere a che fare con rapporti illuminazione/volume elevati, finanche elevatissimi, quindi d'obbligo sarà seguire un regime di conduzione spinto.

 

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Il filtro

Personalmente ho cominciato la mia avventura con un Duetto DJ50 per una vasca da 24 litri netti [28 lordi] dapprima caricato con i materiali di serie, successivamente sostituendo le spugne con dei cannolicchi.

L'esperienza però mi ha di fatto portato alla costruzione di filtri su misura, con pompe di portata adeguata e con un volume filtrante molto ampio rispetto al volume netto della vasca.

Questo, unitamente all'azione del fondo, permette di avere un effetto cuscinetto contro eventuali squilibri.

 

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La fertilizzazione

Il regime di fertilizzazione come sempre dipende dalla quantità di luce che irradia il nostro acquario.

Da quanto detto in precedenza, molto probabilmente avremo quantitativi di luce alti, quindi nella maggior parte dei casi dovremo fertilizzare parecchio [tenendo sempre presente che fertilizzare parecchio in questo tipo di vasca, equivale a fertilizzare poco e niente in vasche di dimensione canonica].

Non abbiate paura però di esagerare, uno dei lati positivi di questo target di vasche è che gli errori sono facilmente rimediabili, cambiare il 50% dell'acqua e quindi resettare i valori è un'operazione semplicissima.

Fondo: Per cominciare, importantissima è la fertilizzazione del fondo. Non utilizzando fondi fertili, e prediligendo l'accoppiata pozzolana-akadama. Coaudiuvo con le ottime Flourish Tabs, dosando una pastiglia ogni 10 litri di volume lordo. Impiegando substrati fertili l'uso di tabs si rende necessario solo dopo un certo periodo di tempo, come integrazione.

Co2: Fondamentale è l'apporto di carbonio, dovremo quindi, anche in questo caso, costruire l'impianto più adeguato alle nostre esigenze. Ottimi risultati si conseguono, oltre che con i classici impianti a bombola, con gli impianti fai da te a lievito e zucchero.

Micro e macro: Personalmente sono nelle mani di Seachem, doso alte concentrazioni di ferro, coadiuvando con excel, e il Trace ad inizio e metà settimana. Per l'apporto di potassio però utilizzo K2SO4.

 

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Arredi e proporzioni

Per la buona riuscita di un allestimento è necessario scegliere gli arredi giusti e soprattutto tenere in debita considerazione le proporzioni.

Purtroppo non è sempre facile trovare le rocce delle dimensioni più adatte [anche se qualche colpo di martello ben assestato potrebbe risolvere la situazione, ma ancor più difficile è trovare i legni giusti, con una ramificazione sottile e contorta nella maniera più adeguata.

Ovviamente la loro disposizione si rifà ai gusti personali, anche se i modelli di sezione aurea, l'individuazione dei punti focali e la tracciatura delle diagonali può aiutare a raggiungere un allestimento più gradevole.

Francamente però credo che il miglior risultato si ottenga quando saremo riusciti a concretizzare il disegno che abbiamo in mente.

 

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La flora e la fauna

Proporzioni. Questo è il segreto di quanto detto fin'ora. E riguardo a flora e fauna in concetto vale ancora di più.

La scelta di piante ed esseri viventi deve essere ponderata dal fatto che le dimensioni di ciò che stiamo allestendo sono limitate. Pertanto pensando in piccolo opteremo per piante dal fogliame minuto come Rotala rotundifolia, Rotala sp. Green, Hemianthus micranthemoides, Echinodorus tenellus, Eleocharis parvula, Hemianthus callitrichoides.

Piante a foglia fine e di dimensioni ridotte sostituiranno quindi le piante a foglia larga o di dimensioni troppo grandi.

In tema di prato invece le scelte rimangono invariate, in quanto Glossostigma ed Hemianthus callitrichoides rimangono le più adatte allo scopo, anche se la prima, per esperienza diventerà presto ingestibile se non sottoposta a regolare e ferrea potatura.

Riguardo la fauna il discorso si complica, nel senso che le specie da tenere in considerazione sono parecchio limitate. Tante volte ci dovremo limitare ad ospitare solo lumache o caridine in quanto si deve tener conto non solo delle dimensioni, ma anche delle esigenze delle varie specie [es: specie di branco, convivenza tra specie].

Evitando i pinnuti che superano i 4 cm, ci si focalizzerà prevalentemente su caracidi, piccoli poecilidi [uno su tutti gli Endler], piccole Badidae come i Dario Dario e ciprinidi minuti come Rasbora Hengeli.

Non dimentichiamoci ovviamente di Otocinclus affinis, Corydoras pigmaeus, e delle infaticabili Caridine. Una piacevole eccezione possono farla i Betta splendens, la loro indole statica può benissimo vederli ospiti [unici] in vasche di dimensioni ridotte.

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